Bella, bella, bella!
Non ci sono altre parole per descrivere la compilation in free download “RETR00″ realizzata dai ragazzi di Retrophobic: una vera manna dal cielo, da scaricare ed ascoltare a ripetizione. Dentro ci si trova veramente un po’ di tutto, dal soul alla new wave, dal rock psichedelico al punk allo shoegaze: ma soprattutto ci si trova tutta la passione di chi ha speso l’estate selezionando con gusto sopraffino una manciata di artisti (tutti poco noti e quasi tutti senza contratto) per dare vita alla prima di – si spera vivamente viste le premesse – una lunga serie di release.
Ulteriore nota di merito per l’artwork in stile Factory Records, con tanto di breve scheda introduttiva su ogni artista incluso nel progetto. La pagina da cui scaricarla (per un mese) si raggiunge cliccando qui oppure sulla copertina.
Well, where to start? Retrophobic began as a sort of escape from daytime jobs and everyday bullshit. Music is basically what we like to talk and write about. The best shit to listen to, the best bands to dress like, the best gigs, and the whole “subcultural” thing, and this big feeling of being part of a “worldwide something”. So this turned out to be a sort of basket where all our influences pop into. The Sixties, Northern Soul, Punk Rock, Psychedelia, the past, the present and the future. There are plenty of good bands out there, not necessarily the ones you see on the music papers. And finding new bands and sounds is a job we love. So we started thinking about the idea of assembling a free compilation, to promote quality music we met doing Retrophobic. We wanted to say hey this is the shit we dig, it’s free, so download it, why dontcha? Cool things are just a bit under the shell. This sampler sounds very eclectic, really in the spirit of Retrophobic, hope you’ll appreciate. A big thank you goes out to the bands and artists that provided the matter of this compilation, and to all our readers and downloaders. Stuff your iPods, burn your CDs, enjoy the music, this is RETR00
Non è tutto, perché il download compulisivo associato alla dipendenza musicale, si sa, è una bellissima malattia, soprattutto se a scongiurare ogni possibile crisi d’astinenza arriva la compilation di Ghost Records: per chi non la conoscesse, trattasi di una delle più interessanti realtà indipendenti attive in terra italica (Ronino Canadians dicono niente?). “Haunted by Ghosts” raccoglie 14 brani di tutti gli artisti che hanno collaborato con la label varesina nei primi nove mesi del 2009: scaricatela qui (o cliccando sull’immagine).
E con questo podcast ci portiamo quasi in pari con la programmazione de Il Terzo Orecchio su RadioFlo, visto che quella che potrete ascoltare scorrendo la pagina è la puntata andata on air una settimana fa (in controprogrammazione allo speciale “Porta A Porta” feat. Silvio Berlusconi & friends). Notizie sgradite alla casta dell’industria musicale internazionale, gossip di dubbia credibilità, necrologi, fatti e fattarelli che corrono sui monitor dei blogger, e come sempre la consueta playlist.
“Il Terzo Orecchio” va in onda ogni martedì dalle 21:00 alle 22:00 su www.radioflo.it: siateci!
Tre Allegri Ragazzi Morti – 1994
CCCP – Militanz
Jim Carroll – People Who Died
Wipers – Alien Boy
Glasvegas – Flowers and Football Tops
Nirvana – Sappy
Hole – Asking for It
The Smashing Pumpkins – Mayonaise
Klaxons – Atlantis to Interzone
Suicide – Rocket USA
Dente – A me piace lei
Morrissey – The Last of the Famous International Playboys Indie For Bunnies weekly pick: Noah and The Whale – My Broken Heart
Giardini di Mirò – La vampa II
Nuova puntata de Il Terzo Orecchio, anzi, non troppo nuova perché la trasmissione, andata in onda come di consueto su RadioFlo, risale all’8 settembre: la solita [dis]informazione musicale, microfoni collegati male, tarallini al finocchio, birra peroni, problemi di pronuncia inglese, voci misteriose in studio. Ed una playlist infarcita di vere e proprie chicche (oltre che delle briciole dei tarallini di cui si diceva sopra).
L’mp3 della seconda puntata andata in onda il 08/09/2009 lo trovate qui in basso; “Il Terzo Orecchio” invece è on air ogni martedì dalle 21:00 alle 22:00 su www.radioflo.it.
The Beatles – Across the Universe
Public Image Ltd. – Swan Lake
Albanopower – Bodies (The Smashing Pumpkins cover)
The Smashing Pumpkins – Isolation (Joy Division cover)
Banjo or Freakout – Baby, I Love You (The Ronettes cover)
The Horrors – Mirror’s Image
Gorillaz – DARE
The Pains Of Being Pure At Heart – Higher Than the Stars
The Verve – One More for the Lovers (demo) Indie For Bunnies weekly pick: Here We Go Magic – Fangela
Patrick Wolf – Hard Times
In principio c’era un video (scovato da Colas) che in linea di massima recitava: internet è il male per le giovani band, il download uccide la musica, gli mp3 sono brutti, sporchi e cattivi, e per finire, Dio salvi i discografici, che meno male che ci sono loro. Insomma, un’accozzaglia di banalità sponsorizzate dalla FIMI e girate da Domenico Liggeri. Per inciso, si scopre poi che la band protagonista del video, tali Greenwich, era persino reale, cioè suonava nel mondo vero e non solo sulla celluloide. Difficile descrivere la comicità del corto, per cui consiglio di guardarlo (fino in fondo, se ci riuscite):
Insomma, qualcosa di talmente esilarante che se ne rideva appunto su Stereogram, mentre in tempi più recenti la vicenda si arricchiva di un altro controverso tassello sulle pagine di inkiostro: perché Francesca Xefteris, quella che “noi non siamo tipi da reality” già cantante dei Greenwich, ultimamente è stata avvistata dalle parti di X-Factor.
Ora, al di là della questione sulla coerenza (che si sa, è la virtù degli imbecilli), si insinua il dubbio sull’effettiva efficacia dei tanto decantati discografici e delle loro strategie per “fare il botto”, considerando anche che i Greenwich non esistono più. La discussione intanto si fa calda (esiste oggi una via realmente “alternativa” a quella sdoganata nel video della FIMI?), e soprattutto si arricchisce di una voce autorevole: Stefano Isidoro Bianchi che ne scriveva (già prima della vicenda X-Factor) direttamente dalle colonne di Blow Up, ponendosi tra l’altro su posizioni critiche (ma condivisibili) rispetto a quanto si può leggere sui vari blog (cliccare sull’articolo per la visualizzazione ingrandita):
E col ritorno a pieno regime del blog arriva anche il primo nastrone “made in GroundNoise”: dentro ci trovate un po’ di robetta carina di recente uscita, canzoncine più o meno note e chicche scovate nei meandri della rete. Le istruzioni per l’uso sono poche e semplici: la compilation si divide idealmente in due “lati”, un po’ come i vecchi vinili, dei quali il primo più tirato ed a tratti quasi danzereccio; il secondo decisamente più weird, con momenti in bilico tra folk e pop, e spesso abbastanza cupo (per cui, se siete già in preda al mal de vivre, magari fermatevi al pezzo dei Deerhunter).
Detto questo, non vi resta che scaricare il nastrone (cliccando sulle immagini o sul link più in basso), scaldare i masterizzatori e stampare le copertine allegate (o in alternativa dare in pasto il tutto ai vostri lettori mp3). Buon ascolto!
Tracklist:
1. Bark Cat Bark – Á Lífi
2. Bombay Bicycle Club – Always Like This
3. The Postmarks – My Lucky Charm
4. Elephant Stone – I Am Blind
5. Metric – Help I’m Alive
6. Screen Vinyl Image – Fever
7. Stellastarr* – Warchild
8. Deerhunter – Rainwater Cassette Exchange
9. Falcao and Monashee – Parasocial
10. Comaneci – Satisfied Girl
11. Iori’s Eyes – The Boat
12. Ganglians – The Void
13. Oh, Atoms – Silver Spoon
14. Le Days – I’ve Got a Masterplay Playing in My Mind
15. Woods – Military Madness (Graham Nash)
16. Albanopower – Bodies (The Smashing Pumpkins cover)
Dopo una lunga – anzi lunghissima – pausa estiva si torna a postare sulle pagine di questo blog: agosto è ormai racchiuso in una manciata di foto, i concerti sulla spiaggia del Cotriero (grazie ai ragazzi di Odelay!) sono già un ricordo, e da qualche giorno anche il clima sembra essersi accorto che l’autunno è alle porte. Nuovi dischi da ascoltare, più tempo per farlo.
E con il ritorno post-ferie di GroundNoise arriva anche Il Terzo Orecchio, radiozine di [dis]informazione musicale ospitata sulle frequenze internettiane della mitica RadioFlo. Perché “Il Terzo Orecchio”? Perché il programma vorrebbe essere una sorta di orecchio aggiuntivo rivolto alla rete ed alle sue mille emanazioni: blog ed m-blog, webzine, social network, myspace, twitter, aggregatori e quant’altro quali fonti di notizie ed indiscrezioni, anteprime e opinioni riguardanti la musica e quanto vi ruota attorno: il tutto condito da una succulenta playlist.
L’appuntamento con “Il Terzo Orecchio” è ogni martedì dalle 21:00 alle 22:00 su www.radioflo.it.
Più in basso invece trovate l’mp3 della prima puntata andata in onda il 01/09/2009 e la relativa playlist: si chiede preventivamente venia per l’orrida pronuncia inglese e per l’immane mole di cazzate dette.
Harrisons – Monday’s Arms
The Specials – Man at C&A
Oasis – Whatever
Kasabian – Empire
MGMT – Kids
Kylie Minogue – Can’t Get You Out of My Head (Soulwax KYLUSS remix)
Editors – Papillon
Massive Attack – Blue Lines
Arctic Monkeys – Potion Approaching Indie For Bunnies weekly pick: Joakim – Ad Me
Don Turbolento – I Wanna Be Your Dog (The Stooges cover)
Radiohead – These Are My Twisted Words
Uno spiraglio di melodia dal retrogusto agrodolce, arpeggi di chitarra che vanno a tratteggiare il fondale su cui si spande la malinconia mediterranea di una fisarmonica; e poi delle immagini, quelle scelte da Fabio Scacchioli e Gianluca Lombardi per il video di “Ml Db (Mary Louise Song)” – traccia estratta dall’ultimo lavoro di Giorgio Tuma intitolato “My Vocalese Fun Fair” – che appaiono quanto mai calzanti e riescono nell’arduo compito di affiancare la musica senza mai prevaricarla. Tuma è un alieno, tanto nel video quanto nel panorama musicale nostrano, e questi tre minuti sono la cartolina che imbuca dal suo lontano pianeta ed indirizza a noi terrestri, spesso troppo distratti per riconoscere la vera bellezza.
Ecco, non ricodo se l’ho già detto altrove (molto probabilmente si, ma in certi casi ripetersi non può fare che bene): è un delitto che certa gente non riesca a trovare in Italia lo spazio che meriterebbe.
A fragment of bittersweet melody, guitar arpeggios that sketch the background on which an accordion spreads his melancholic Mediterranean tunes; then the images selected by Fabio Scacchioli and Gianluca Lombardi for the video of “Ml Db (Mary Louise Song)”, one of the tracks off Giorgio Tuma’s last record “My Vocalese Fun Fair”: images that perfectly fit the music without overwhelming it. Tuma is an alien, both in the videoclip and in the Italian (indie)music scene, and this three-minute pop song is a postcard from his distant planet to the inhabitants of the Earth, often too distract to recognize true beauty.
It’s a sacrilege that Tuma couldn’t have found an Italian record label to release his album (“My Vocalese Fun Fair”, his second album, is out on the Spanish label Elefant Records).
From the Elefant Records‘ website: “Ml Db (Marie Louise Song)” – Nick Drake and Tim Buckley light up the night sky, while we lie back in the sand on the beach and look at the stars. The accordion’s melody evokes Mediterranean coasts, small fishing towns dyed with lime, the fireworks that mark the local celebrations of August. Kings Of Convenience have forgotten the cold.
Non è che questo blog segua una linea di pubblicazione molto regolare, anzi, capita di restare in silenzio per mesi e poi di tirare giù tre post in un solo giorno…
E non è che questo blog si occupi (e mai se ne occuperà) direttamente di politica: qui si parla di cose serie, qui si parla di musica.
Eppure, anche se resto fondamentalmente scettico nei riguardi di certe iniziative, credo che oggi più che mai ci sia bisogno di fare quadrato e di prendere una posizione, e la posizione è quella di restare in silenzio per scelta e non per mancanza di argomenti o di voglia.
Per aderire: http://dirittoallarete.ning.com/
P.S.: lascio che siano le chitarre dei Clash in chiusura di post (dopo i comunicati stampa) a rendere un po’ più rumoroso questo silenzio: a domani (forse), Know Your Rights!
“Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Oggi, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l’informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet”.
It will be the first strike of bloggers ever.
On July 14, 2009, Italian bloggers will muzzle themselves in the Web as well as in Piazza Navona in Rome, at 7PM where they will meet to protest against an Italian government bill (the Alfano decree) introducing a number of new rules which will limit the freedom of expression in Italian internet. The so-called “obligation to rectify” imposed to the manager of an information site (blogs, social networks such as Facebook, Twitter etc) clearly appears to be a pretext. In fact such imposition, in termsof bureaucratization of the network and of very heavy penalties for users, shall make of the new decree an internet-killer.
The practical effects shall be to cause the independent sites and blogs to cease or materially reduce their publications. The apparent intent of introducing criteria of responsibility hides the attempt to make life difficult or impossible for bloggers and users of shared sites (for example: You Tube…). The fact is that bloggers are already entirely liable, from a penal standpoint, in the event of crimes such as insults, defamation etc: there is no need to introduce unbearable penalties for “citizen-journalists” who do not intend to submit themselves to the bureaucracy and the burdens contemplated in the Alfano decree.
The plurality of information, regardless of the media, internet, newspapers, radio and tv networks etc, is a fundamental right of men and citizens, on which democracy and freedom are based. The Alfano decree is an attack to the freedom of all media, from the major newspapers to the smallest blog.
For this reason we invite all Italian blogs and sites to a day of silence, in the day in which newspapers and tv networks will also remain silent. It is a message of all operators in the media world, who jointly shout to the political world: “we don not want to be gagged”.
We therefore invite all citizens with a blog or a site to publish this logo and mantain it for the entire day of July 14 next.
Defending the press, the tv and radio networks, the journalists and the Web, we firmly defend the basic freedom of information and the future of our democracy.
Nell’ultimo post salutavamo mestamente MyHoney che chiude (si spera momentaneamente) i battenti; con questo post invece diamo un caloroso benvenuto a WWNBB, acronimo per We Were Never Being Boring, sigla dietro la quale si cela un collettivo/label messo su da Le Man Avec Les Lunettes, The Calorifer Is Very Hot e Enzo Baruffaldi (Polaroid blog).
L’esordio è segnato dall’ep “We Were Never Being So Bored”: 30 copie, edizione superlimitatissima che vede Le Man Avec Les Lunettes, Death In Donut Plains, His Clancyness e dj Minaccia alle prese con “So Bored” di Wavves. Il dischetto, con tanto di artwork D.I.Y., lo si può acquistare (4 €) sul sito nuovo di zecca del collettivo, ma è anche disponibile come free-download sulle stesse pagine.
Auguri a WWNBB!!!
“Vogliamo che la musica per noi non diventi mai qualcosa di noioso. Vorrebbe dire che lo siamo anche noi. Perché la musica non muore con gli mp3 o il copyright: è con la noia che se ne va, con l’abitudine. Ci basta un collettivo fai-da-te piccolo come un sorriso. Questo è il nostro primo regalo: un ep con quattro cover di una delle canzoni del momento. Parla di noia”.
We want music to never turn into something boring for us. It would mean that we have become boring. Because music does not die with mp3’s or copyright: boredom is what brings it down, when it becomes a habit. All we need is a small do-it-yourself collective, as tiny as a simple smile. This is our first gift: an ep with four covers of a popular song. It talks about boredom.
VvAa – We Were Never Being So Bored EP WWNBB – 2009
1. Le Man Avec Les Lunettes – So Bored
2. Death In Donut Plains – So Bored [mp3]
3. His Clancyness – So Bored
4. Dj Minaccia – So Bored
La notizia arriva come il più classico dei fulmini a ciel sereno: dopo cinque anni l’esperienza di MyHoney Records giunge all’epilogo. Rimangono le canzoni che la label nostrana ci ha regalato durante il periodo in cui è stata attiva e l’impressione che da oggi il panorama musicale italiano sarà un po’ più triste; rimane anche una mail con le parole di Paolo Spelorzi, fondatore dell’etichetta indipendente, ed i versi di “Here” dei Pavement:
I was dressed for success
but success it never comes
and I’m the only one who laughs
at your jokes when they are so bad..
..we’ll be waiting, waiting where
everything’s ending here
“Dopo cinque anni, una ventina di dischi prodotti, decine di tour organizzati chiude i battenti la MyHoney Records.
Non so dirvi se si tratta di una chiusura definitiva o temporanea, ma nei prossimi anni non ci saranno più uscite discografiche per l’etichetta dell’ape.
Chiudiamo perchè in questi ultimi periodi è mancato quell’entusiasmo che aveva sempre contraddistinto le nostre produzioni.
Si chiude in punta di piedi come avevamo iniziato; si chiude delusi dall’attuale situazione della musica in italia.
Stanchi e disillusi preferiamo fermarci qui, consapevoli di non aver cambiato la storia della musica ma sicuri di aver realizzato dischi che hanno fatto battere forte il cuore a tante persone.
Forse ci sarà un nostro canto del cigno, una compilation in stile “Let it Bee” o un ultimo concerto (data probabile 20 settembre)
Rimarrà attivo il sito, lo shop e forse anche il myspace e gli altri social network”.
After five years, about twenty albums and many tours, MyHoney Records is closing down.
I don’t know if it’s a definitive or temporary closing, but in the next few years there will be no album released by the bee’s label.
We’re closing because in the last period of time our usual enthusiasm has been lacking.
We’re closing down quietly, in our tip-toes just the same way we started; we’re closing disappointed with the italian music scene.
Tired and disillusioned we prefer to stop here, aware that we have not changed the history of music but sure to have realized albums that have moved so many people.
We might put out one last compilation, kind of like Let It Bee or we might organize one last big show (Sep 20th?).
Our website, shop, myspace will all remain active.
All audio posted on this site is meant for sampling purposes only. If you represent or own any media on this site and would like something deleted, please contact me and I'll remove the file(s) as soon as possible.